Le parole difficili della Finanza

Spread, pil, cuneo fiscale… ma che lingua è?

Quando l’economia parla difficile, la comprensione diventa un privilegio. E questo, in una democrazia, è un problema.

“L’inflazione vola al 6,5% ma il PIL resta sotto le attese. Intanto lo spread torna a salire.”
Se a questa frase ti viene da annuire con aria seria, ma in realtà dentro stai pensando “mah…”, sappi che sei in buona compagnia. La verità è che molto spesso l’economia ci parla addosso, usando termini tecnici, sigle, percentuali ed indicatori astratti, che sembrano più parte di un altro mondo che del nostro portafoglio.

C’è un vecchio detto: “Se non vuoi che qualcuno capisca, parlargli difficile.”
E in effetti, una parte del linguaggio economico nasce per essere preciso, ma non per essere capito da tutti. Il problema è che, quando questo linguaggio entra nel telegiornale delle 20 o nelle scelte politiche che condizionano la nostra vita, la posta in gioco cambia.
Capire cosa significhi deficit, rating, debito pubblico, politica monetaria non è più un esercizio da addetti ai lavori; è diventato un atto di autodifesa civile.

Non sapere cosa significhi “aumento del cuneo fiscale” non fa di noi persone ignoranti; semmai, fa di noi persone non ancora “tradotte” in un linguaggio nuovo. Un linguaggio che nessuno ci ha insegnato, e che molti sono costretti ad imparare alla meglio solo quando si imbattono in una questione tipicamente finanziaria: mutuo che aumenta, stipendio che perde valore, investimenti che deludono. Non è ignoranza, dunque, ma una vera e propria barriera culturale.

L’Educazione Finanziaria non è solo fare bene i conti in casa; è anche capire i titoli dei giornali, leggere con senso critico, distinguere la propagan-da dalla realtà.
In altre parole, serve una nuova grammatica economica, che spieghi i concetti in modo semplice, senza banalizzarli e che restituisca potere alle persone, anche attraverso la comprensione del linguaggio usato in economia e finanza.

E da dove si comincia?
Si comincia così.
– con un post letto per caso,
– con una newsletter che prova a spiegare senza complicare,
– con un blog che ogni mese invita a prendere in mano la tua conoscenza e la tua consapevolezza.

Perché non è vero che l’economia è difficile.
È solo scritta in una lingua che, finalmente, possiamo e dobbiamo imparare
.

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