L’ECCESSO DI FIDUCIA: QUANDO CI FIDIAMO TROPPO DI NOI STESSI
“Questa volta andrà diversamente.”
“Lo so fare.”
“Mi basta seguire l’istinto.”
“Non può succedere a me.”
Frasi come queste ci sembrano familiari perché, in fondo, ci appartengono.
A tutti noi piace sentirci sicuri delle nostre capacità, delle nostre decisioni; fa parte della natura umana: un pizzico di fiducia in sé stessi è il carburante che ci spinge ad agire, a fare scelte, a correre rischi.
Ma quando questo pizzico si trasforma in una manciata – o peggio ancora in una valanga – iniziano i problemi. Soprattutto quando in gioco ci sono i nostri soldi.
In Finanza Comportamentale si parla di “overconfidence”, o eccesso di fiducia, per descrivere quella tendenza a sopravvalutare le proprie conoscenze, le proprie competenze e, in generale, la propria capacità di prendere decisioni corrette.
È un fenomeno diffuso, trasversale, spesso invisibi-le… eppure molto potente.
Pensiamo al “risparmiatore fai-da-te” che crede di aver capito tutto dei mercati finanziari e inizia a investire in strumenti che non conosce davvero. Oppure a chi è convinto di non aver bisogno di un piano di spesa familiare, perché “tanto so sempre dove vanno a finire i soldi”.
O ancora, al consumatore che accetta con leggerezza un finanziamento perché è certo di poterlo ripagare “senza problemi”.
In tutti questi casi, il protagonista è sempre lo stesso: una fiducia eccessiva nelle proprie capacità decisionali.
Il paradosso dell’eccesso di fiducia è che può colpire anche le persone più intelligenti o informate.
Anzi, talvolta sono proprio quelle più preparate a essere più esposte al rischio di sentirsi invulnerabili. Più studiamo un argomento, più potremmo pensare di sapere tutto… dimenticando che la realtà, specie quella economica e finanziaria, è spesso imprevedibile e mutevole.
E se non si è disposti a mettere in discussione le proprie certezze, l’errore è dietro l’angolo.
Attenzione, però.
Non si tratta di coltivare il dubbio per principio, né di diventare insicuri; l’obiettivo non è smettere di fidarsi di sé stessi, ma imparare a farlo in modo più consapevole.
Una fiducia solida nasce dalla conoscenza, dall’
esperienza, dall’umiltà di confrontarsi con gli altri e di riconoscere i propri limiti.
In fondo, nessuno nasce “esperto di soldi” e anche chi lo diventa può continuare a sbagliare.
Un buon modo per iniziare?
Fermarsi ogni tanto a riflettere. Ripensare a una scelta finanziaria recente e chiedersi:
> Su cosa ho basato questa decisione?
> Ho cercato informazioni?
> Ho valutato alternative?
> Mi sono confrontato con qualcuno di cui mi fido?
> O, semplicemente, mi sono lasciato guidare dalla convinzione di “aver capito tutto”?
Non serve sentirsi in colpa.
Prendersi il tempo necessario per porsi queste o altre domande può aiutarci a diventare cittadini e consumatori più consapevoli.
E magari, la prossima volta che ci sentiremo certi di avere la risposta in tasca, sarà proprio… un piccolo dubbio a proteggerci.




