Inclusione Finanziaria

Inclusione Finanziaria: una sfida ancora aperta

Avere accesso a servizi finanziari di base – come un conto corrente, un prestito o un servizio di pagamento digitale – non è un privilegio, ma un diritto. Eppure, in Italia, l’inclusione finanziaria è ancora lontana dall’essere una realtà per tutti.

Secondo una recente ricerca presentata da Banca Etica e Rete Italiana di Microfinanza, negli ultimi due anni circa 500mila famiglie hanno aperto un conto bancario o postale, riducendo il numero dei nuclei non bancarizzati. Ma il divario resta ampio, con forti diseguaglianze geografiche (il 72% dei nuclei familiari privi di un conto risiede nel Sud e nelle Isole), economiche e sociali.

Le donne e i migranti continuano a essere penalizzati nell’accesso al credito e ai servizi finanziari e la desertificazione bancaria – con la chiusura progressiva di filiali, specie nelle aree interne – acuisce ulteriormente il problema, in particolare per le fasce più fragili della popolazione, come gli anziani.

Una risposta concreta arriva dal microcredito, che nel 2023 ha avuto un forte sviluppo ma senza una riforma strutturale, soprattutto per il microcredito sociale, il rischio è che rimanga una soluzione parziale.

L’inclusione finanziaria non è solo una questione economica: è una questione di dignità, di diritti, di coesione sociale.

E riguarda tutti noi, come cittadini e come educatori.

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