POVERTA’… INFLAZIONATA
Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare sempre più di frequente di inflazione, tassi, mutui, caro-vita. Ma c’è un aspetto che passa più in sordina e che invece sta segnando profondamente la vita di tante famiglie: la povertà inflazionata.
Non è solo una questione di prezzi che salgono. È una questione di equilibri che si spezzano.
Tra il 2022 e il 2024 i prezzi sono corsi più veloci dei redditi e, mentre l’inflazione iniziava a crescere, gli stipendi restavano fermi.
Le famiglie monoreddito, i lavoratori poveri, chi paga un mutuo a tasso variabile… sono stati i primi a sentire il peso di questo divario. E anche se nel 2025 l’inflazione sta rallentando, il danno non si è rimarginato: i prezzi non tornano indietro, i salari reali non recuperano automaticamente, il potere d’acquisto perso non rientra con un colpo di spugna.
È qui che nasce la povertà inflazionata: quando lavori, ma… non basta.
La Caritas italiana parla ormai di working poor, persone che pur avendo un impiego fanno fatica ad arrivare a fine mese. Il mutuo che raddoppia, la spesa che pesa, le bollette che mordono. E tutto questo non racconta solo un disagio economico: racconta un disagio emotivo, familiare, sociale. Perché vivere con la paura di non farcela è una forma di vulnerabilità che lascia segni profondi.
In mezzo a queste fragilità diventa ancora più importante fermarsi un momento e guardare con consapevolezza alle proprie scelte finanziarie, perché capire cosa sta accadendo è il primo passo per difendersi.
Ed è per questo che, come Educatori Finanziari, come cittadini, come comunità, dobbiamo tenere alta l’attenzione. Sostenere chi fa fatica, certo. Ma anche coltivare consapevolezza, conoscenza, capacità di leggere la propria situazione finanziaria per tempo.
Non perché le scelte individuali possano risolvere tutto, ma perché saper gestire le proprie risorse è una forma concreta di dignità e di autonomia.
L’auspicio è che il 2026 porti più giustizia, più equità, più attenzione al lavoro vero e alle famiglie reali.
Nel frattempo, continuiamo a fare la nostra parte: un passo alla volta, una scelta alla volta, una consapevolezza alla volta.




